Qui di seguito vi riportiamo alcuni articoli, documenti e video su quello che è successo in questi anni in Valle di Susa e sul tema della repressione giudiziaria del movimento No Tav

OPERAZIONE HUNTER – ISOLIAMO I VIOLENTI

Operazione Hunter è un dossier realizzato dal movimento No Tav sulla brutalità delle forze dell’ordine nella giornata del 3 luglio 2011. Con questo dossier il Movimento ha voluto rendere pubblico quello che già la Procura della Repubblica di Torino aveva in mano, cioè le foto e il video del pestaggio di uno dei manifestanti arrestati in quella giornata, soggetto a violenze  di gruppo. Con questa documentazione si voleva denunciare la visione della Procura, a senso unico, ovvero solo tesa a criminalizzare i notav, arrestati e reclusi da oltre due mesi, e chiude un occhio verso le forze dell’ordine.

Presentazione video

Link dossier: http://issuu.com/notav.info/docs/operazione_hunter?e=0/1903806

 

REPRESSIONE GIUDIZIARIA DEL MOVIMENTO NO TAV

Contributi e riflessioni sullo stato della repressione giudiziaria in Valsusa.

  • Avv. Claudio Novaro – intervento alla sessione torinese del Tribunale dei Popoli 5-8 novembre 2015. Il video.
  • “Come si reprime un movimento: Il Caso Tav” libro a cura del Controsservatorio Valsusa. Scarica il libro

 

VENAUS, dicembre 2005

Il primo tentativo di aprire un cantiere per il tunnel ferroviario ad alta velocità avviene nella località di Venaus: nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2005 le forze dell’ordine sgomberano il presidio dei manifestanti e fanno irruzione nelle loro tende prendendo a calci, pugni e manganellate oltre 30 persone. Due giorni dopo lo sgombero del presidio di Venaus, si svolge una manifestazione popolare, che le forze dell’ordine reprimono con la forza.

 

TRIVELLA A COLDIMOSSO, febbraio 2010

In diverse località della Valle, i tentativi di trivellazione per i sondaggi preliminari all’installazione del cantiere sono contestati con manifestazioni e presidi. Il 17 febbraio 2010, in località Coldimosso, le forze dell’ordine caricano i manifestanti e ne feriscono gravemente due.

 

CHIOMONTE, 27 giugno 2011

Abbandonato il progetto di installare il cantiere TAV a Venaus, il governo decide di aprirlo in Val Clarea, nei pressi di Chiomonte. Per impedirlo, gli attivisti allestiscono un presidio nel maggio 2011. All’alba del 27 giugno oltre 2000 agenti sgomberano militarmente il presidio. L’avanzata delle forze dell’ordine, che occupano l’intera area addirittura oltre i confini previsti per la costruzione del cantiere, è preceduta da un fitto lancio di gas CS.

CHIOMONTE, 3 luglio 2011

Alcune decine di migliaia di persone sfilano in corteo per ribadire la contrarietà al TAV e protestare contro il violento intervento del 27 giugno.  La manifestazione è presidiata da un imponente dispositivo di Ordine Pubblico, con funzionari di tutti i corpi di polizia e reparti speciali muniti di elicotteri e idranti a protezione di un’area circondata e fortificata. Gli scontri durano a lungo. Le forze dell’ordine sparano oltre 4.000 lacrimogeni e a fine giornata si contano numerosi feriti tra gli agenti e tra i manifestanti.

Durante la giornata, le forze dell’ordine fermano 5 persone. Sotto la custodia degli agenti, 3 di loro subiscono gravi lesioni.

 

CHIOMONTE, 8 dicembre 2011

Due persone sono gravemente ferite da spari di candelotti ad altezza uomo durante la manifestazione dell’8 dicembre 2011, indetta con l’intenzione di accerchiare il cantiere in costruzione e di bloccare l’autostrada Torino- Bardonecchia.

 

STAZIONE PORTA NUOVA A TORINO, 25 febbraio 2012

Dopo un’imponente manifestazione in Valle di oltre 50.000 persone, alcune decine di manifestanti, arrivati alla stazione di Porta Nuova di Torino per prendere i treni che li avrebbero ricondotti nelle rispettive città, vengono improvvisamente caricati dalla polizia in assetto antisommossa

 

CHIANOCCO, 29 febbraio 2012

Continuano gli espropri di terreni per ingrandire il cantiere. Il 27 febbraio un attivista, inseguito da un appartenente alle forze dell’ordine su un traliccio dell’alta tensione, cade a terra folgorato e viene ricoverato con urgenza a Torino, in coma.

Durante la manifestazione che segue a Chianocco, le forze dell’ordine caricano i manifestanti, manganellano donne ed uomini di ogni età,  li inseguono come prede, sparano lacrimogeni fin nel centro del paese e fanno irruzione in un bar.

Molte decine di manifestanti sporgono querela per (lesioni e per i danneggiamenti subiti ai veicoli di loro proprietà.

 

CHIOMONTE, 19 luglio 2013

Nella notte tra il 19 ed il 20 luglio 2013 le forze dell’ordine accerchiano e caricano i manifestanti all’esterno della zona rossa, disposta dal prefetto di Torino. Vengono fermate 9 persone di cui 7 tratte in arresto, e due, una donna ed un minorenne, indagati a piede libero.
Tutti i fermati riportano lesioni e dichiarano di essere stati picchiati dagli agenti, anche all’interno del cantiere dove vengono portati